Oramai sono fermamente convinto che in quanto a buffonate l’Italia non la batta nessuno!! Il sito italia.it è stato chiuso.
Dopo milioni di euro buttati per un sito obsoleto già alla nascita, traduzioni errate, malfunzionamenti e senza aggiornamenti costanti dei contenuti, il poveraccio è stato fatto secco, ha stirato le gambe, ha tirato le cuoia, è stato disattivato, per di più senza nemmeno una parola o un comunicato stampa. L’unica notizia pubblicata in uno dei quotidiani nazionali l’ho trovata nella sezione Vitadigitale di Corriere.it e un paio di altri.
Se cercate nel web, di critiche ne trovate a palate. A me, quella che più è rimasta impressa è quella del logo-cetriolo-simbolofallico, perché lascia molto spazio alla fantasia e alla libera interpretazione. Se cliccate sulla thumbnail qui in alto potete leggere il perché, tecnicamente, quel logo è una ciofeca. Pensate che la spesa per questo disegnino fatto male è stata di 100.000 euro (dei 58 milioni totali :\)… non ho voglia di aggiungere altro.
Riporto un pezzo preso da punto-informatico che spiega alquanto bene la situazione:
All’ora di pranzo di venerdì scorso, quella che è una delle vicende più tristi ed emblematiche della Rete italiana ha esalato il suo ultimo respiro in silenzio: il sito italia.it è stato chiuso. Una decisione presa giovedì sera dal Dipartimento dell’innovazione tecnologica del ministro Luigi Nicolais. Niente annunci. Niente comunicati stampa. Niente spiegazioni.
Stamattina la notizia mi è stata segnalata da Andrea, amico-collega-socio, nonché tutti e due addetti ai lavori, ed abbiamo entrambi inspiegabilmente commentato così:
“Mi viene da ridere… e da piangere”
Che tristezza.

2 Comments
Ho appreso la notizia da PI e la reazione è stata «ovvio, un sito così non sapeva andare avanti.» La rincorsa al “su internet e subito” non ha portato i frutti sperati che, poi, forse nessuno li ha mai saputi.
Il dubbio che rimane è: e quei soldi?
E pensare che italia.it era partito bene! Sui vari canali di comunicazione web lo avevano eletto come il miglior sito d’esempio per “cattivo sito web”. Mah!
Internet e subito dici? Ho letto, a dire il vero, che la pubblicazione ha subito ritardi e quindi ulteriore spreco di soldi.
Ah, se gli inceneritori bruciassero rifiuti come il governo (pace all’anima sua) brucia soldi, l’Italia sarebbe il paese più pulito del mondo!