Campioni del mondo (si, ma degli sprechi)

Italia [dot] it Oramai sono fermamente convinto che in quanto a buffonate l’Italia non la batta nessuno!! Il sito italia.it è stato chiuso.

Dopo milioni di euro buttati per un sito obsoleto già alla nascita, traduzioni errate, malfunzionamenti e senza aggiornamenti costanti dei contenuti, il poveraccio è stato fatto secco, ha stirato le gambe, ha tirato le cuoia, è stato disattivato, per di più senza nemmeno una parola o un comunicato stampa. L’unica notizia pubblicata in uno dei quotidiani nazionali l’ho trovata nella sezione Vitadigitale di Corriere.it e un paio di altri.

Se cercate nel web, di critiche ne trovate a palate. A me, quella che più è rimasta impressa è quella del logo-cetriolo-simbolofallico, perché lascia molto spazio alla fantasia e alla libera interpretazione. Se cliccate sulla thumbnail qui in alto potete leggere il perché, tecnicamente, quel logo è una ciofeca. Pensate che la spesa per questo disegnino fatto male è stata di 100.000 euro (dei 58 milioni totali :\)… non ho voglia di aggiungere altro.

Riporto un pezzo preso da punto-informatico che spiega alquanto bene la situazione:

All’ora di pranzo di venerdì scorso, quella che è una delle vicende più tristi ed emblematiche della Rete italiana ha esalato il suo ultimo respiro in silenzio: il sito italia.it è stato chiuso. Una decisione presa giovedì sera dal Dipartimento dell’innovazione tecnologica del ministro Luigi Nicolais. Niente annunci. Niente comunicati stampa. Niente spiegazioni.

Stamattina la notizia mi è stata segnalata da Andrea, amico-collega-socio, nonché tutti e due addetti ai lavori, ed abbiamo entrambi inspiegabilmente commentato così:

“Mi viene da ridere… e da piangere”

Che tristezza.

2 Comments

  1. Posted 24 Gennaio 2008 at 23:10 | Permalink

    Ho appreso la notizia da PI e la reazione è stata «ovvio, un sito così non sapeva andare avanti.» La rincorsa al “su internet e subito” non ha portato i frutti sperati che, poi, forse nessuno li ha mai saputi.

    Il dubbio che rimane è: e quei soldi?

    E pensare che italia.it era partito bene! Sui vari canali di comunicazione web lo avevano eletto come il miglior sito d’esempio per “cattivo sito web”. Mah!

  2. Posted 25 Gennaio 2008 at 8:47 | Permalink

    Internet e subito dici? Ho letto, a dire il vero, che la pubblicazione ha subito ritardi e quindi ulteriore spreco di soldi.

    Ah, se gli inceneritori bruciassero rifiuti come il governo (pace all’anima sua) brucia soldi, l’Italia sarebbe il paese più pulito del mondo!

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