Bianco e Nero è un film che m’è paciuto vedere. Politically incorrect, propone tutti i cliché della (in)tolleranza razziale trattandoli con una leggerezza che rende il film davvero piacevole. A mio avviso non si tratta di un capolavoro ma è nettamente al di sopra della mediocrità, grazie soprattutto al finale inaspettato.
Ora, è inutile che mi metta a fare la critica del film, prima cosa perché dovrei anticiparvi la trama e quindi mi dareste la colpa di avervelo rovinato, poi perché non amo particolarmente i critici di professione, quindi lungi da me imitarli . Un articolo che condivido, se volete leggerlo attenzione perché svela quasi tutto, lo trovate qui.
A rischio di cadere nello scontato, anzi direi con la quasi certezza di farlo, mi soffermo su Aïssa Maïga. Non so nemmeno da dove cominciare per descriverla, mi ha travolto, sono rimasto folgorato. Per tutto il film, ogniqualvota compariva sullo schermo, rimanevo incantato a guardarla, quasi ignorando il resto della scena. Per i due giorni successivi il suo pensiero mi ha accompagnato senza lasciarmi mai… una dea dall’espressione dolcissima, con un sorriso tanto penetrante da ferirti l’animo, di un bianco così intenso, in contrasto con la sua pelle scura, e travolgente da far male.

Oltretutto, quasi a dimostrazione di quanto sia ingiusta la vita (brava, bella…), la sua interpretazione è senza dubbio degna di nota. Molto naturale e disinvolta, il suo accento tradisce la sua francesità (è senegalese) ma non lascia nemmeno sospettare che abbia imparato a parlare italiano solo per questo film.
Un episodio che mi ha lasciato un pò sconcertato è che nonostante Eriq Ebouaney, l’altro protagonista nero, ed Aïssa siano due attori chiave del cinema franco-africano, nonché di aspetto tutt’altro che sgraziato, le case di moda si siano rifiutate di sponsorizzarli. In alcune scene Aïssa indossa abiti di Armani ma la Comencini, evidentemente risentita (e chi non lo sarebbe), ha affermato che è stato difficile trovare gli sponsor per gli abiti e sembra che la motivazione sia stata che il nero non fa vendere.
“Nessun marchio italiano ha voluto sponsorizzare gli attori africani del mio film, nessuno ha voluto vestire i neri. Questo ci fa capire quanto si suppone poco allettante l’immagine dei neri in pubblicità al di là del cliché dell’erotismo a cui sono legati con uno stereotipo diffuso”
Leggermente paradossale… non trovate?

3 Comments
Ciao, il film è bellissimo, l’ho visto 2 volte, e siccome ho avuto anch’io un’esperienza simile a quella del protagonista maschile, sebbene solo (all’epoca) “saldamente fidanzato” anziché sposato, ho rivissuto gli stessi stereotipi che la pelicola mette a nudo. L’unica differenza è forse data dal fatto che essendo la famiglia della mia compagna delle piccole antille anziché africana forse hanno un po’ superato le diffidenze verso i bianchi. Ad ogni modo nessuno laggiù ha mai fatto caso al colore della mia pelle.
Ciao, io ancora non mi sono trovato in situazioni simili. Però mi sono chiesto “Come mai non ho amici neri?”. Vero è che abito in un paesino e quindi il giro di persone è limitato, è comunque un peccato, soprattutto perché reputo la loro cultura davvero interessante (e parlo di africani).
salve amici,io l’ho visto circa 8 volte!!!!!
a distanza di un mese dalla prima volta, ci penso ancora..sarà normale? sarà perchè da circa tre anni vivo con una persona di colore, ma sicuramente anche per Nadine ,Aissa Maiga…ebbene si anch’io sono una vittima di Aissa..devo dire che è stata molto cattiva con noi:prima ci ha fatto conoscere il suo meraviglioso sorriso (ogni tanto devo rivedermi il dvd del marocchino apposta!)poi, senza colpo ferire, se n’è tornata nella sua Parigi lasciandoci orfani a tutti..se non torna in Italia..come faremo??..io non so se guarirò!!
un saluto da Vincent
un saluto